mercoledì 11 gennaio 2012

dal silenzio

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..non mi piace più il natale con i suoi annessi..

..credo che l'italia istituzionale sia in mano alle mafie alle lobby ed alle chiese.

..in questi ultimi anni mi sono "rinchiuso" in campagna, con gli amici, nella famiglia, con i libri un po' di musica ed un po' poca bicicletta.
ma mi manca qualcosa.
qualcosa che dia un senso sentito e un 'ne vale la pena'.

e queste righe sono una voce nel mondo dove passo più per leggere che per scrivere.

l'impegno politico c'è stato; (dal consiglio comunale fino a consiglio provinciale) e dai tempi di liceo quando anche gli slogan erano da ideali veri (e rimasti) fino a 7 anni fà nella politica dove le parole servivano a nascondere interessi comuni dei politicanti, ma inutili per la qualità della vita della gente.

in queste feste ed in questo momento politico mi sono chiesto un "CHE FARE" di memoria....
e visto che mi hanno aggiunto 5 anni lavorativi (togliendomi un desiderato futuro agricolo) la prima risposta è stata: ripartire.
dalla cultura,; e al volo ho pensato :" rileggere Thomas Mann o Don Chisciotte?"
e ripensare anche un ritorno all'impegno politico nella istituzione locale,,,

e durante le riletture elaborare.....

PENSATO.

........... comincierò dal Don Chisciotte.
(alternandolo a Latouche.)

6 commenti:

MarLor58 ha detto...

Mi permetto di associarmi nel rituffarsi nella letteratura non per dimenticare, ma per sopravvivere allo schifo attuale; un modo di seguire il consiglio di Calvino:""L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. "

In questi giorni il mio non inferno sono i racconti di Anton Checov e L'idiota di F. Dostoevskij; poi vorrei provare anche Tutto scorre Autore Grossman Vasilij, sempre terra e caratteri psicologici russi del tempo andato o se preferisci di un secolo indimenticabile.

zefirina ha detto...

don chisciotte mi ha sempre messo addosso una profonda tristezza ma probabilmente non l'ho compreso a fondo

gimmi ha detto...

Il librone di Cervantes lo avevo preso qualche mese fa, volevo uscire da questa epoca, da questa mentalità, da questi principi "etici" e quindi ho scelto il libro più antitetico possibile.
Poi sono passato al libro che mi hai imprestato (Settis).
Poi vedremo.
Ho sempre ben presente il tuo invito a impegnarmi, da una parte sento che magari sarebbe utile, dall'altra invece il mio istinto di conservazione mi fa scappare a gambe levate.
Ahimé, temo di non avere abbastanza stima nell'uomo per poter scegliere l'impegno politico.

filo ha detto...

Io avrei cominciato dalla rilettura di Thomas Mann perché lo preferisco a Cervantes, però posso capire nella tua scelta, la volontà di continuare a lottare nonostante tutto, contro i mulini a vento, per non cedere, per non ammettere la nostra impotenza di fronte a un nemico che sembra invincibile, sotto qualunque veste si presenti.
Anch'io mi sono avvicinata a Latouche per trovare una alternativa non naif, ma realmente fattibile, alla concezione di crescita come quella che ci sentiamo ripetere ogni giorno. Vorrei che si analizzasse un po'più a fondo la possibilità di una crescita diversa da quella che prevede di riprodurre all'infinito il nostro modello di consumo e di produzione, ma non mi sembra di sentire voci autorevoli in merito.
Ciao Jean

Lara Ferri ha detto...

Anch'io avrei scelto Mann.
Ma, caro Gianni, credo che il più grande rifugio siano proprio i libri.
Mai come ora mi permettono di vivere come una dissociata, schizofrenica non mentale - ma di sicuro esistenziale.
Un caro saluto,
Lara

Lara Ferri ha detto...

Anch'io avrei scelto Mann.
Ma, caro Gianni, credo che il più grande rifugio siano proprio i libri.
Mai come ora mi permettono di vivere come una dissociata, schizofrenica non mentale - ma di sicuro esistenziale.
Un caro saluto,
Lara