ma il ritardo non era voluto.
quando scherzo dico che castaneda è il mio secondo filosofo preferito ( e che il primo è ponzio pilato) ma scherzo proprio.
castaneda che ho letto ai vent'anni, ed ho riletto prima dei cinquanta l'ho ritrovato in parecchio del mio pensare.
questa è una cosa che riletta mi è stata al cuore come la prima volta.
Qualsiasi strada è solo una strada,
non c’è nessun affronto a lasciarla se è ciò che il cuore ti chiede di fare.
Tutte le strade sono uguali,
non portano da nessuna parte.
Nella vita ho percorso strade lunghe e corte.
E non sono andato da nessuna parte
Ma le strade hanno un cuore
Se lo ha e’ una strada buona
Se non lo ha non serve a niente.
Entrambe le strade non portano da nessuna parte
Ma una ha un cuore e l’altra no.
Una porta ad un viaggio lieto,
l’altra ti farà star male.
Una rende forti,
l’altra indebolisce.
domenica 20 febbraio 2011
martedì 15 febbraio 2011
con o senza vergogna?
ed ora ,
con o senza vergogna sul divano.
comincia il festival.
"Kafka aveva compreso che i viaggi, il sesso e i libri sono strade che non portano da nessuna parte, e che tuttavia sono strade dove bisogna incamminarsi e perdersi per ritrovarsi....." inizio del sito archiviobolano (scrittore che amo)
è una piccola citazione come a giustificarmi.....
domani, perchè questa sera non la cerco, metterò sul blog una bellissima poesia di Carlos Castaneda, che spiega meglio, per dire sulla scelta di questa sera.
e se lo vale , un giudizio sulla serata festival.
con o senza vergogna sul divano.
comincia il festival.
"Kafka aveva compreso che i viaggi, il sesso e i libri sono strade che non portano da nessuna parte, e che tuttavia sono strade dove bisogna incamminarsi e perdersi per ritrovarsi....." inizio del sito archiviobolano (scrittore che amo)
è una piccola citazione come a giustificarmi.....
domani, perchè questa sera non la cerco, metterò sul blog una bellissima poesia di Carlos Castaneda, che spiega meglio, per dire sulla scelta di questa sera.
e se lo vale , un giudizio sulla serata festival.
lunedì 14 febbraio 2011
forse ci siamo, in più sensi
dopo 3 giorni ho capito che il pc aveva un filo staccato.
e basta. bene, ci siamo.
ma il forse ci siamo è per la piazza.
ma devo correggere la mente che non vuole vedere in questa manifestazione qualcosa di nuovo.
mi torna l'impressione di averla già vista.
ma non è così.
non deve essere così.
perchè è di più.
i tempi cambiano e si stà cercando qualcosa di meglio.
mi correggo, non qualcosa,perchè non sono le cose che noi dobbiamo cercare, quelle le abbiamo, ma sono i nuovi pensieri, le nuove idee e le nuove speranze che ci sono in piazza, e sono per tutti.
per crederci e non per resistere.
e basta. bene, ci siamo.
ma il forse ci siamo è per la piazza.
ma devo correggere la mente che non vuole vedere in questa manifestazione qualcosa di nuovo.
mi torna l'impressione di averla già vista.
ma non è così.
non deve essere così.
perchè è di più.
i tempi cambiano e si stà cercando qualcosa di meglio.
mi correggo, non qualcosa,perchè non sono le cose che noi dobbiamo cercare, quelle le abbiamo, ma sono i nuovi pensieri, le nuove idee e le nuove speranze che ci sono in piazza, e sono per tutti.
per crederci e non per resistere.
domenica 6 febbraio 2011
risposta non c'è, o forse chi lo sà....
da molto tempo giustifico lo zero impegno diretto alla politica amministrativa locale, dicendomi che ho da fare,
che sono vecchio (per la politica), che ho già provato (senza riuscire).
che la cultura è meglio.
un libro un disco un pensiero gli amici sono meglio
se però mi guardo dentro, e mi rispondo sinceramente dico che è rassegnazione.
e che è sbagliata, (qualunquismo?).
per strane coincidenze,che accadono, stimoli di riattivazione stanno arrivando da più parti.
sul blog alberto parlava di una necessaria indignazione, marlor segnala un libro sull'importanza della bellezza del paesaggio che stiamo massacrando, parlando di qualità della vita legata alla bellezza dell' ambiente.
stesso discorso alla presentazione di un libro in biblioteca a Sanremo dove il relatore chiedeva alla politica di fare la sua parte (etica? cementifera?) ed all'intellettale di stimolare e risvegliare il concetto di bello.
l'ho visto come il non volersi sporcare le mani, ed ho chiesto perchè l'intellettuale non entra nella politica amministrativa specialmente locale per indirizzarla.
nel frattempo a roma la commissione non approva, il governo decreta ed il presidente rimanda.
stanno massacrando anche la rassegnazione?
e se provassimo a ribellarci entrando nelle istituzioni?
che sono vecchio (per la politica), che ho già provato (senza riuscire).
che la cultura è meglio.
un libro un disco un pensiero gli amici sono meglio
se però mi guardo dentro, e mi rispondo sinceramente dico che è rassegnazione.
e che è sbagliata, (qualunquismo?).
per strane coincidenze,che accadono, stimoli di riattivazione stanno arrivando da più parti.
sul blog alberto parlava di una necessaria indignazione, marlor segnala un libro sull'importanza della bellezza del paesaggio che stiamo massacrando, parlando di qualità della vita legata alla bellezza dell' ambiente.
stesso discorso alla presentazione di un libro in biblioteca a Sanremo dove il relatore chiedeva alla politica di fare la sua parte (etica? cementifera?) ed all'intellettale di stimolare e risvegliare il concetto di bello.
l'ho visto come il non volersi sporcare le mani, ed ho chiesto perchè l'intellettuale non entra nella politica amministrativa specialmente locale per indirizzarla.
nel frattempo a roma la commissione non approva, il governo decreta ed il presidente rimanda.
stanno massacrando anche la rassegnazione?
e se provassimo a ribellarci entrando nelle istituzioni?
venerdì 4 febbraio 2011
quel profumo di mondorlo.
ci riprovo.
già due anni fà, come si dice in italiano, avevo messo a dimora nell'uliveto
5 mandorli. E' un retaggio antico.
si piantavano per dare all'olio un pizzico di profumo di mandorlo.
ci riprovo sperando che questa volta i cinghiali, ghiotti delle loro radici e della corteccia, non li sradichino.
spero nel loro rispetto per una tradizione che quà da noi non vedo più.
e spero bene anche perchè proverò a proteggerli recintandoli.
anche se il recinto come concetto (ricordare Rancas) non mi piace.
già due anni fà, come si dice in italiano, avevo messo a dimora nell'uliveto
5 mandorli. E' un retaggio antico.
si piantavano per dare all'olio un pizzico di profumo di mandorlo.
ci riprovo sperando che questa volta i cinghiali, ghiotti delle loro radici e della corteccia, non li sradichino.
spero nel loro rispetto per una tradizione che quà da noi non vedo più.
e spero bene anche perchè proverò a proteggerli recintandoli.
anche se il recinto come concetto (ricordare Rancas) non mi piace.
sabato 29 gennaio 2011
un tipo di piacere, altro.
l'ho riconsiderato mentre in tv parlavano di ruby.
era l'ora di cena.
come al solito, pentola sul fuoco; preparo tavola; ecco piatti forchette bicchieri. moglie e figli in altre faccende affacendati, ed io che aspettando di buttare la pasta spilucco 2 pomodori secchi ed una fetta di cacciatorino tagliata a coltello, e li accompagnano con un buon bicchiere di vino rosso nostralino.
spengo la televisione ( che non è in cucina ) e si cena.
ed è tutto buono.
e mi accorgo di un piacere che vivevo senza accorgermene.
era l'ora di cena.
come al solito, pentola sul fuoco; preparo tavola; ecco piatti forchette bicchieri. moglie e figli in altre faccende affacendati, ed io che aspettando di buttare la pasta spilucco 2 pomodori secchi ed una fetta di cacciatorino tagliata a coltello, e li accompagnano con un buon bicchiere di vino rosso nostralino.
spengo la televisione ( che non è in cucina ) e si cena.
ed è tutto buono.
e mi accorgo di un piacere che vivevo senza accorgermene.
martedì 25 gennaio 2011
dopo il giorno, prima della sera
tornavo ieri sera, sul tardi. arrivavo a sanremo da tre ponti.
c'era la fine del tramonto sul mare, con i riflessi rosso smog sulla costa ed il crinale di capo nero. un rosso bello e strano, scuro, striato, mai visto.
poco prima scendendo dall'uliveto, orchidee selvatiche ancora da sbocciare sulla mulattiera, impacchettate da grandi foglie verdi.
un piccolo prato di margherite tra le zolle ghiacciate.
per la millesima volta mi manca la macchina fotografica ( come sempre peraltro), e mi manca di fermare questi momenti inattesi di bellezza, che passano veloci come la memoria mia di loro.
c'era la fine del tramonto sul mare, con i riflessi rosso smog sulla costa ed il crinale di capo nero. un rosso bello e strano, scuro, striato, mai visto.
poco prima scendendo dall'uliveto, orchidee selvatiche ancora da sbocciare sulla mulattiera, impacchettate da grandi foglie verdi.
un piccolo prato di margherite tra le zolle ghiacciate.
per la millesima volta mi manca la macchina fotografica ( come sempre peraltro), e mi manca di fermare questi momenti inattesi di bellezza, che passano veloci come la memoria mia di loro.
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