domenica 6 febbraio 2011

risposta non c'è, o forse chi lo sà....

da molto tempo giustifico lo zero impegno diretto alla politica amministrativa locale, dicendomi che ho da fare,
che sono vecchio (per la politica), che ho già provato (senza riuscire).
che la cultura è meglio.
un libro un disco un pensiero gli amici sono meglio
se però mi guardo dentro, e mi rispondo sinceramente dico che è rassegnazione.

e che è sbagliata, (qualunquismo?).
per strane coincidenze,che accadono, stimoli di riattivazione stanno arrivando da più parti.
sul blog alberto parlava di una necessaria indignazione, marlor segnala un libro sull'importanza della bellezza del paesaggio che stiamo massacrando, parlando di qualità della vita legata alla bellezza dell' ambiente.
stesso discorso alla presentazione di un libro in biblioteca a Sanremo dove il relatore chiedeva alla politica di fare la sua parte (etica? cementifera?) ed all'intellettale di stimolare e risvegliare il concetto di bello.
l'ho visto come il non volersi sporcare le mani, ed ho chiesto perchè l'intellettuale non entra nella politica amministrativa specialmente locale per indirizzarla.

nel frattempo a roma la commissione non approva, il governo decreta ed il presidente rimanda.
stanno massacrando anche la rassegnazione?
e se provassimo a ribellarci entrando nelle istituzioni?

venerdì 4 febbraio 2011

quel profumo di mondorlo.

ci riprovo.
già due anni fà, come si dice in italiano, avevo messo a dimora nell'uliveto
5 mandorli. E' un retaggio antico.
si piantavano per dare all'olio un pizzico di profumo di mandorlo.
ci riprovo sperando che questa volta i cinghiali, ghiotti delle loro radici e della corteccia, non li sradichino.
spero nel loro rispetto per una tradizione che quà da noi non vedo più.
e spero bene anche perchè proverò a proteggerli recintandoli.
anche se il recinto come concetto (ricordare Rancas) non mi piace.

sabato 29 gennaio 2011

un tipo di piacere, altro.

l'ho riconsiderato mentre in tv parlavano di ruby.
era l'ora di cena.
come al solito, pentola sul fuoco; preparo tavola; ecco piatti forchette bicchieri. moglie e figli in altre faccende affacendati, ed io che aspettando di buttare la pasta spilucco 2 pomodori secchi ed una fetta di cacciatorino tagliata a coltello, e li accompagnano con un buon bicchiere di vino rosso nostralino.

spengo la televisione ( che non è in cucina ) e si cena.

ed è tutto buono.
e mi accorgo di un piacere che vivevo senza accorgermene.

martedì 25 gennaio 2011

dopo il giorno, prima della sera

tornavo ieri sera, sul tardi. arrivavo a sanremo da tre ponti.
c'era la fine del tramonto sul mare, con i riflessi rosso smog sulla costa ed il crinale di capo nero. un rosso bello e strano, scuro, striato, mai visto.

poco prima scendendo dall'uliveto, orchidee selvatiche ancora da sbocciare sulla mulattiera, impacchettate da grandi foglie verdi.
un piccolo prato di margherite tra le zolle ghiacciate.

per la millesima volta mi manca la macchina fotografica ( come sempre peraltro), e mi manca di fermare questi momenti inattesi di bellezza, che passano veloci come la memoria mia di loro.

giovedì 20 gennaio 2011

dopo le bietole...

per chiarirsi le idee il vino è insostituibile.
bisogna però conoscerlo e rispettarsi.
và per gradi, sale, sale sale e poi , scende.
accende e poi spegne.
Ma c'è un momento in cui tutto è chiaro e riesci a vedere le cose per come sono, senza la maschera dei sentimenti e senza il filtro della logica.
vedi la cosa in sè.
in momenti così ho visto e rivedo che in questa vita non ci sono soluzioni a niente.
in momenti così ho visto e rivedo che in questo mondo non ci sono soluzioni a niente.
e che il vero segreto della vita è questo.

che la malattia è il tempo, che si muove e porta tutto via.
E anche quella che sembrava una soluzione era solo temporanea.

domenica 16 gennaio 2011

bietole per l'inverno.

venerdi: fatto la spesa.
teglie cuki, 3 hg mortadella e 3 hg prosciutto cotto in fette uniche, ricotta uova e parmigiano. canelloni coop e besciamella. stop punto 1
punto 2 raccolto "un grande prato verde "di bietole.
sera.
un bollore, tanto per far appassire (quasi a vapore), tritato il tutto con pepe, aglio (3 teghe), e sale nel bravo simac.
risultato:
6 teglie di 14 cannelloni cadauna da surgelare.
ecco un primo piatto pronto per cene improvvise.
la preparazione delle teglie è un rituale che si ripete da anni.
e mi piace questo lavoro da formiche per l'occasione che sarà ( come solitamente) una cena informale, accompagnata da bei bottiglioni di vino nostralino e risate , chiaramente grasse.

bietole per l'inverno.